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Antiquarium di Archeologia

Pisa da visitare - Monumenti e musei

Antiquarium di Archeologia PisaAntiquarium di Archeologia

Via Luigi Galvani, 2 - Pisa
Tel 050-2215257
Fax 050-2215665 

Museo Universitario - Visitabile su richiesta
(tel. Dipartimento di Scienze Archeologiche ). Ingresso gratuito.
Visita su prenotazione.
Chiusura sabato, domenica, festivi e mese di agosto dalla Stazione ferroviaria bus n░ 1, 2, 3, 4, 7, 13 fino al Lungarno Pacinotti.

L' Antiquarium di Archeologia Ŕ una collezione assai eterogenea che comprende circa 1500 pezzi originali, per lo pi¨ con indicazioni generiche di provenienza, in cui sono rappresentate quasi tutte le classi di manufatti dell'antichitÓ, in particolare le produzioni ceramiche, dall'area egea a quelle dell'Etruria, ai vasi attici dipinti, con tecnica a figure nere e a figure rosse, con decorazione sovradipinta di etÓ ellenistica, oltre a vasellame da mensa e da cucina dell'epoca romana nelle sue varie classi. A queste si aggiunge un consistente nucleo di terrecotte architettoniche e votive, da aree santuariali del mondo antico, accanto ad altri piccoli oggetti fittili, e una serie di manufatti in metallo (es. fibule, affibbiagli di cinturoni, rasoi in bronzo) e vetro (es. balsamari, bastoncini ritorti), in qualche caso provenienti da corredi funerari di etÓ ellenistica e romana; e alcuni esemplari in amteriale lapideo a tutto tondo e a rilievo.
Per le sue caratteristiche, la raccolta si pone nel solco dei musei sorti in seno alle universitÓ con prevalenti scopi didattici e sperimentali, in base ai pi¨ seguiti filoni della ricerca archeologica; essa si costituý intorno agli anni '50 per opera di Silvio Ferri, docente di Archeologia classica, il quale potÚ attingere a nuclei di diversa provenienza, sia come deposito da parte di alcuni dei principali Musei Statali, come il Museo di Villa Giulia a Roma da cui provengono pregevoli buccheri e la serie di terrecotte votive (statuette ex voto), e il Museo Archeologico di Taranto, cui Ŕ attribuibile gran parte della ceramica attica, gli oscilla fittili e un nucleo di strumenti litici di etÓ preistorica. Altri elementi provengono dalla vendita, con conseguente dispersione nei vari musei, dell'esteso patrimonio collezionistico del tenore Evan Gorga e dalla donazione di privati proprietari. Primo fra questi l'avvocato Ottolenghi di Vallepiana di Firenze, che consentý a cedere il proprio materiale, di composizione assai varia fra cui alcuni falsi, all'UniversitÓ di Pisa, mentre un nucleo risulta di appartenenza dello stesso Ferri, e in anni recenti si sono aggiunti altri lasciti privati pi¨ modesti.